Viaggio all’interno dei nuovi stadi per i mondiali di calcio 2010
IN ANTEPRIMA LE IMMAGINI DEI 6 NUOVISSIMI STADI CHE OSPITERANNO LE PARTITE DEI MONDIALI DI CALCIO 2010!
Video Rating: 5 / 5
CONFEDERATIONS CUP 2009 CAMPAIGN TV
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forse alcuni mi riterranno pazzo altri diranno che non capisco un cazzo di calcio ma io lo dico: SECONDO ME GIGI RIVA E’ STATO IL PIU’ GRANDE GIOCATORE DELLA STORIA DEL CALCIO!! sia dentro che fuori, lui che ha rifiutato la juve x restare nel Cagliari, lui che ha fatto sognare un Isola intera, lui che ha portato il Cagliari nel grande calcio, lui che ha reso grande il Cagliari, lui che doveva vincere il pallone d’oro nel 1970, lui che senza tutti quegli infortunii avrebbe fatto vincere un altro scudetto al Cagliari e perchè no anche la Coppa Campioni, lui che aveva sempre quell’11 sulle spalle, 11 che è diventato magico e sacro xi tifosi cagliaritani, lui che xi suoi 40 anni aveva fatto 10 tiri dal limite dell’area all’allora portiere del Cagliari segnandoli tutti e 10, LUI CHE E’ UN MITO IN SARDEGNA! Colonna sonora: Askra – Gigi Riva
Mina canta “Ossessione 70″ di Fausto Cigliano. La canzone composta per ricordare il mondiali messicani del 1970 è stata ripescata da Mina e con l’arrangiamento di Natale Massara inserita nell’album doppio del 1972 “Mina 1+1″ (che comprendeva “Altro”, in cui si trova “Ossesione 70″ e “Dalla Bussola”). In seguito (inizi 1973) i due album furono stampati separatamente, con le copertine apribili. Albertosi, Albertosi Burgnich e Facchetti con Bertini, Rosato e Cera c’era un gol! Domenghini e Mazzola Boninsegna e Rivera in panchina in panchina con Zoff. Riva, Riva De Sisti non ti innervosire Valcareggi ti sta a guardare segna un gol. Domenghini e Rivera Boninsegna e Mazzola in panchina in panchina con Zoff. Juliano e Boletti Furino e Gori non sono rimasti sempre fuori Nicolai, Nicolai ha giocato un’ora Vieri, Prati Ferranti, Puia invece mai. Domenghini e Mazzola Boninsegna e Rivera in panchina in panchina con Zoff. Domenghini e Mazzola Boninsegna e Rivera in panchina in panchina con Zoff www.youtube.com
56 anni dopo i Mondiali voluti da Benito Mussolini e vinti dall’Italia di Pozzo, i Mondiali tornano sui campi di casa nostra. La Fifa assegna all’Italia l’onere e l’onore di organizzare l’evento. L’Italia è inserita nel Gruppo A, e disputa un girone agevole con Cecoslovacchia, Austria e Stati Uniti. Negli Azzurri si mettono in evidenza Schillaci e Baggio, futura stella del calcio italiano. Nel Gruppo B la sopresa Camerun di Milla, Oman Biyik e N’Kono batte all’esordio l’Argentina di Maradona. Gli africani, dopo l’1-0 storico ottenuto al Meazza, riescono a battere anche la Romania prima di perdere con un secco 0-4 dall’Unione Sovietica, eliminata e in procinto di sciogliersi. L’Argentina, invece, si qualifica come seconda. Nel Gruppo C il Brasile chiude a punteggio pieno, ma è una Nazionale che non fa paura. Gli avversari sono poca cosa. Chiudono male Scozia e Svezia, mentre a qualificarsi a sorpresa è il Costa Rica, che accede agli Ottavi di Finale. Nel Gruppo D la Germania Ovest deve fare attenzione solo alla quotata e temuta Jugoslavia (addomesticata per 4-1), mentre la Colombia si qualifica come terza ripescata. Eliminati i fanalini di coda degli Emirati Arabi Uniti. Nel Gruppo E la Spagna passa il turno con discreta tranquillità, insieme alla rivelazione Belgio. Nell’ultima partita si giocano la qualificazione l’Uruguay e la Corea del Sud. Un gol al 90′ di Fonseca regala l’accesso agli ottavi ai sudamericani. Nel Gruppo F grande equilibrio. Tutte le partite finiscono …
Ecco il video dell’inno ufficiale dei mondiali di calcio 2010 in Sud Africa che iniziano venerdì.
E brava Shakira con Waka!
Lothar Matthäus “Il miglior avversario che abbia avuto in tutta la mia carriera, credo che basti questo per definirlo (Diego Armando Maradona)” Affermatosi in Bundesliga nel 1979 col Borussia Mönchengladbach, già nel 1980 apporta un valido contributo alla sua Nazionale campione d’Europa. Nel 1984 viene comprato dal Bayern Monaco, la squadra più blasonata di Germania, con la quale vince tre campionati. Impostosi come il più forte giocatore europeo di quel periodo divenne l’oggetto del desiderio di molte squadre ma fu acquistato dall’Inter del presidente Ernesto Pellegrini. Nel periodo interista raggiunse l’apice della propria carriera, diventando la stella della squadra e svolgendo un ruolo fondamentale per la conquista dello scudetto dei record, che l’Inter vinse nel 1988-89 con 58 punti in 34 partite e che è tuttora un record per i campionati italiani a 18 squadre e 2 punti per vittoria. Matthäus segnò il goal decisivo nello scontro diretto con il Napoli di Maradona (Inter-Napoli 2-1); Giovanni Trapattoni (l’allenatore dell’Inter) contribuì a valorizzarne le doti offensive modificando parzialmente la sua posizione in campo. Nel 1986 è il leader della Nazionale tedesca ai mondiali persi in finale contro l’Argentina di Maradona, che Matthäus neutralizzò marcandolo a uomo per tutta la partita. Fu il capitano e il trascinatore della Germania campione del mondo a Italia 1990. Nel corso del torneo mise in mostra tutto il suo repertorio, al punto che venne eletto miglior …
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Lothar Matthäus “Il miglior avversario che abbia avuto in tutta la mia carriera, credo che basti questo per definirlo (Diego Armando Maradona)” Affermatosi in Bundesliga nel 1979 col Borussia Mönchengladbach, già nel 1980 apporta un valido contributo alla sua Nazionale campione d’Europa. Nel 1984 viene comprato dal Bayern Monaco, la squadra più blasonata di Germania, con la quale vince tre campionati. Impostosi come il più forte giocatore europeo di quel periodo divenne l’oggetto del desiderio di molte squadre ma fu acquistato dall’Inter del presidente Ernesto Pellegrini. Nel periodo interista raggiunse l’apice della propria carriera, diventando la stella della squadra e svolgendo un ruolo fondamentale per la conquista dello scudetto dei record, che l’Inter vinse nel 1988-89 con 58 punti in 34 partite e che è tuttora un record per i campionati italiani a 18 squadre e 2 punti per vittoria. Matthäus segnò il goal decisivo nello scontro diretto con il Napoli di Maradona (Inter-Napoli 2-1); Giovanni Trapattoni (l’allenatore dell’Inter) contribuì a valorizzarne le doti offensive modificando parzialmente la sua posizione in campo. Nel 1986 è il leader della Nazionale tedesca ai mondiali persi in finale contro l’Argentina di Maradona, che Matthäus neutralizzò marcandolo a uomo per tutta la partita. Fu il capitano e il trascinatore della Germania campione del mondo a Italia 1990. Nel corso del torneo mise in mostra tutto il suo repertorio, al punto che venne eletto miglior …
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L’estate del 1994 è pesante e amara. Roberto Baggio arriva da un Mondiale perso con il Brasile ai calci di rigore. Si prepara ad affrontare la 5° stagione con la maglia della Juventus. I vertici societari e tecnici sono cambiati: è la Juve della Triade (Giraudo-Bettega-Moggi) con Marcello Lippi allenatore. Roberto Baggio diventa capitano. La stagione inizia bene, con un buon stato di forma e diversi goal. Il 27 Novembre 1994, nella partita Padova-Juventus (1-2), segna una rete splendida, ma poi si fa male al ginocchio destro. Sono tornati i tormenti degli infortuni: Roberto resta fermo 2 mesi. Intanto la nuova Juve targata Lippi va in testa grazie ai colpi del giovanissimo Alessandro Del Piero. Robi riprende, si allena, ma è costretto ad andare in panchina o in tribuna. La Juve vince lo Scudetto, grazie anche ai goal e agli assist di Baggio, nella 1° parte del campionato. Il successo tricolore è accolto a Torino con grandissimo entusiasmo: mancava infatti da 9 anni. Baggio festeggia con i compagni, ma la sua posizione è cambiata: la Juve decide di cederlo. Non rientra più nei piani della società bianconera. Baggio finisce sul mercato, lo vogliono tutti, ma lui sceglie il Milan (che lo aveva cercato anni prima). E lo spiega così: “Perchè è quello che mi ha voluto di più e me lo ha fatto capire meglio”. E’ il grande Milan di Capello, e vince nuovamente lo Scudetto. Per Capello è il 4° in 5 anni, per Baggio il 2° di fila con 2 squadre diverse. E’ una bella annata, una grande …
Finale di Coppa dei Campioni 1988-89 – Stadio Camp Nou di Barcellona Milan-Steaua Bucarest 4-0 Milan (4-4-2): G. Galli Tassotti, F. Baresi, Costacurta (74 F. Galli), P. Maldini Donadoni, Colombo, Rijkaard, Ancelotti Gullit (59 Virdis), Van Basten. All.: Sacchi. Steaua Bucarest (4-4-2): Lung Petrescu, Bumbescu, Iovan, Ungureanu Minea, Hagi, Stoica, Rotariu (46 Balint) Lacatus, Piturca. All.: Iordanescu. Arbitro: Tritschler (Germania Ovest). Goal: 18 e 39 Gullit, 28 e 47 Van Basten. Spettatori: 97.000. Telecronaca di Bruno Pizzul.
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Un debito da parte del presidente Foti verso la comunità. 21.04.2010
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Reggina Calcio 4 – Real Cosenza 0 . (Categoria PULCINI ’97). Francesco Serafino in azione al Sant’Agata di Reggio Calabria (28 Maggio 2008). www.francescoserafino.com
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